sabato 12 giugno 2010

I FURBETTI DEL GOVERNINO





Da mesi l'opinione pubblica è catalizzata dalla legge "bavaglio" alla stampa votata al Senato con il voto di fiducia della maggioranza del governo della "cricca" in attesa di passare alla Camera. Tutti (o quasi) temono che una libertà costituzionale fondamentale dei cittadini venga negata o limitata. Tutti ( o quasi) ipotizzano strategie di disobbedienza civile, di ricorsi a Strasburgo e di pubblicazione delle notizie vietate in Italia sui server di altre nazioni, ma nessun giornale pone l'accenno sul vero inganno della "cricca"......!
Pare che nessuno si accorga che se verranno limitate le intercettazioni e con esse lo strumento basilare di indagine della Magistratura, NESSUNA NOTIZIA POTRA' ESSERE PUBBLICATA E CIO', IN QUANTO NESSUNA NOTIZIA CI SARA'.
A me pare che questa povera nazione viva una dimensione irreale in un anacronistico sistema fatto di ruoli istituzionali ipocriti e di mistificazioni mediatiche. Ma gli italiani..!? Tutti (o quasi) davanti allo schermo ad inneggiare W L'ITALIA per i campionati del mondo in Sud Africa?!

sabato 20 marzo 2010

RIPRENDIAMOCI ANNO ZERO E BALLARO' E CONSERVIAMOCI LA DANDINI....









Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi di Sky, Mediaset e Telecom Italia Media (quest'ultima titolare di due reti analogiche, La 7 e Mtv Italia e di due reti digitali multiplex), eliminando così la sospensione della parte di regolamento dell'Agcom che bloccava i talk show televisivi nel periodo elettorale per le emittenti private.

"La motivazione dell'ordinanza del Tar Lazio sgombra il campo da qualsiasi dubbio circa l'illegittima equiparazione dei programmi di informazione a quelli di comunicazione politica". Lo ha detto, al sito di Articolo 21, il commissario dell'Agcom Nicola D'Angelo.

La decisione del Tar, quindi, "ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione Italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto a un'informazione libera e indipendente".

Ma andiamo a vedere da vicino il Regolamento della Commissione Parlamentare di Vigilanza dei Servizi Televisivi che ha determinato la sospensione dei talk show.

L’ art. 2 del Regolamento

, approvato nella seduta del 9 febbraio 2010 individua i tipi di programmazione:

lett. a) “comunicazione politica”: viene identificata mediante rinvio all’art. 4 comma 1 legge

22.02.2000 n. 28 (legge sulla par condicio) che ne indica le “forme: tribune politiche, dibattiti,

tavole rotonde, presentazione in contraddittorio di candidati e programmi politici, interviste e ogni

altra forma che consenta il confronto tra posizioni politiche e i candidati in competizione”.

La comunicazione politica si realizza mediante le tribune elettorali e politiche (artt. 9 e 10, che

disciplinano l’applicazione della par condicio e dei soggetti aventi diritto all’accesso);

lett. c) “programmi di informazione” sono individuati nei telegiornali, giornali radio, notiziari,

i relativi approfondimenti o ogni altro programma di contenuto informativo a rilevante

presentazione giornalistica, caratterizzati dalla correlazione ai temi di attualità e della cronaca,

purché la loro responsabilità sia ricondotta a quella di specifiche testate giornalistiche registrate

ai sensi della legge 90/ 223”.

I programmi di informazione sono disciplinati dall’art. 6, che, al comma 4, dispone: “le

trasmissioni di informazione, con l’eccezione dei notiziari sono disciplinate dalle regole proprie

della comunicazione politica.

Sostanzialmente il Regolamento equipara i programmi di informazione e di

comunicazione politica, cui consegue una arbitraria estensione dell’applicazione delle

regole previste dalla legge sulla par condicio esclusivamente per le tribune politiche anche ai

programmi di informazione.

Questa ingiustificata estensione viola inesorabilmente la legge 22.02.2000 n. 28 sulla par condicio che

prevede espressamente, all’art. 2 comma 2.: " S'intende per comunicazione politica radiotelevisiva ai fini della presente legge la diffusione sui mezzi radiotelevisivi di programmi contenenti opinioni e valutazioni politiche. Alla comunicazione politica si applicano le disposizioni dei commi successivi. Esse non si applicano alla diffusione di notizie nei programmi di informazione i programmi di informazione".

La "ra

tio" della norma è chiara: mentre la comunicazione politica è preordinata, per l’appunto, a

comunicare un messaggio politico e quindi, non può prescindere dalla qualità e appartenenza del

soggetto che partecipa, l’informazione postula una connaturata inapplicabilità della par condicio ed è

per tale ragione che occorre far ricorso a criteri elaborati in ragione della

specificità del tipo di programmazione che assicurino parità di trattamento, pluralismo, obiettività,

completezza e imparzialità.

La decisione del Tar "ristabilisce il principio della libertà di espressione e tutela anche quello del libero mercato, previsti entrambi dalla Costituzione Italiana. Presupposti necessari per poter garantire ai cittadini di questo paese il loro diritto a un'informazione libera e indipendente".

Il presidente del CDA della Rai ha dichiarato la propria contrarietà ( rivelatasi del tutto inefficace) e '' seri dubbi sulla costituzionalita' di alcune parti del regolamento, come del resto ammesso chiaramente anche da un ex presidente della Corte Costituzionale e come paventato dallo stesso Presidente dell'Agcom'', precisando altresì come Presidente ed amministratore, ''che vi sia anche un concreto rischio di danno erariale'' che potrebbe evidenziarsi in modo piu' definito dopo un'eventuale accoglimento da parte del Tar dei ricorsi delle emittenti private.

Orbene, un Regolamento palesemente illegittimo e che

indica un atto normativo secondario, vale a dire sottordinato rispetto alla legge ordinaria nella gerchica delle fonti del diritto, per quale motivo non è stato disapplicato dal CDA Rai ? Sky ha deciso di non tenerne conto e lo ha fatto con coraggio e determinazione prima della decisione del Tar cui aveva ricorso!

Gli esigui stipendi del D.G. Masi e degli altri Consiglieri Rai non avrebbero giustificato analoga decisione ed assunzione di responsabilità..!?

Alla luce di quanto sopra esposto ci si domanda se non sia il caso di invitare tutti gli abbonati Rai a segnalare

alla Procura Generale della Corte dei Conti l'evidente danno erariale per le conseguenti determinazioni del caso.

Nel frattempo, aiutiamo Santoro.... tutti sul sito:

http://www.raiperunanotte.it/

Manda un bonifico anche di soli € 2,5, al conto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00100 Roma


IBAN: IT 50 O 03002 05214 000003925090

presso l'Unicredit - Banca
PERUNANOTTE"
Italiana, Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00100 Roma


IBAN: IT 50 O 03002 05214 000003925090

presso l'Unicredit - Banca di Roma

con causale "RAIPERUNANOTTE"


lunedì 23 novembre 2009

Le dichiarazioni intercambiabili sulla giustizia italiana





Viste dal vignettista VAURO:


"In Italia la giustizia non è al di sopra delle parti e, d'altra parte c'è un'opposizione che vuole vincere le elezioni tramite la magistratura" (Cesare Battisti Il Giornale 5/11/2009)

"Vedo una democrazia in libertà vigilata sotto il tacco di giudici politicizzati" (Berlusconi alla Confaesercenti 25/6/2009)
"Consegnarmi alla giustizia significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici"
(C.Battisti Agi 10/11/2009)
"Sono oggetto di una inaudita catena di inchieste giudiziarie segnate dal più ostile e prevenuto accanimento" (Berlusconi 29/1/2003)
"Riaffermo la mia condizione di perseguitato politico" (C. Battisti 30/1/2009)
"Sono l'uomo politico più perseguitato" (Berlusconi 10/10/2009)
"Rimango molto triste pensando che la storia della mia vita sia raccontata con tante falsità" (C. Battisti)
"Debbo constatare con amarezza che che la mia vita privata viene continuamente utilizzata mediaticamente a fini politici" (Berlusconi)

mercoledì 16 settembre 2009

L'assistenza legale negata a Report



Questa la E. Mail inviata oggi alla coraggiosa giornalista di REPORT
"Gentilissima Dott.ssa Milena Gabanelli,mi addolora moltissimo la discutibile deliberazione, vergognosamente assunta dalla "Sua" Rai, di non voler fornire a Lei ed agli altri giornalisti del Suo staff, l'assistenza legale normalmente assicurata a programmi-inchiesta coraggiosi ed approfonditi quali il Suo.La decisione di andare in onda ugualmente, sia pure in assenza di detta tutela, nella piena consapevolezza che le Sue inchieste non risulteranno certamente "edulcorate", mi onora e mi esalta.Mi permetto, pertanto, di manifestarLe l'ampia ed incondizionata disponibilità mia e della mia compagna Avv. Barbara Paoletti del Foro di Rieti (nonchè dei prestigiosi studi legali dei miei più dotti amici in Roma e corrispondenti in Italia, che contestualmente vado ad interessare) per fornire gratuitamente assistenza legale in sede civile e penale a lei ed ai giornalisti del programma, per qualsivoglia controversia dovesse insorgere a seguito delle programmate e programmande Sue inchieste.

Con profonda stima, Le auguro ogni bene e cordialmente La saluto.

Avv. Genfranco Paonni

martedì 11 agosto 2009

PENALE ALLE BANCHE CHE OSTACOLANO LA TRASFERIBILITA' DEI MUTUI




L’articolo 2 della manovrina d’estate del nostro governo, ha (incredibilmente..!!) introdotto una penale per le banche che ostacolano la trasferibilità dei mutui pari all’1% del valore del mutuo stesso per ciascun mese o frazione di mese di ritardo. In poche parole, se la sostituzione del vecchio mutuo non si perfeziona in 30 giorni, la banca cedente sarà ritenuta responsabile del mancato completamento delle procedure, fatto salvo il diritto di «rivalersi sulla banca cessionaria nel caso il ritardo sia dovuto a quest’ultima».

Ma ricordiamo come funziona la surroga.
La surroga (sostituzione) non è altro che l'atto in forza del quale è consentito al debitore di sostituire il creditore iniziale, senza necessità di consenso di quest’ultimo, previo il pagamento del debito, la surrogazione del mutuo avrebbe dovuto realizzare la portabilità senza costi aggiuntivi già a partire dal 2007, anno di entrata in vigore della legge Bersani.
Nel caso di trasferimento del mutuo non è necessaria la cancellazione della vecchia garanzia ipotecaria e l’iscrizione di una nuova. La banca che subentra paga il debito residuo e il debitore rimborsa il mutuo sulla base delle nuove condizioni - tipo di tasso fisso, variabile o misto - scelte all’atto della stipula del mutuo, oppure di alleggerire il peso degli interessi, riducendo così il costo del debito. Ovvero ancora, di allungare la durata per consentire di ridurre l’importo delle rate.
Nonostante le poche liberalizzazioni a suo tempo "permesse" dal potere delle varie lobbies all'ex ministro Bersani, non sembra che la surroga abbia, di fatto, mai decollato.
Secondo l'ABI, nel periodo tra il 1° giugno 2008 e il 31 luglio 2009 sono stati stipulati 36mila contratti di trasferimento di mutuo presso altra banca.

Le rinegoziazioni con lo stesso istituto, invece, hanno superato la quota 200mila, oltre 470 al giorno. Complessivamente le operazioni hanno riguardato mutui per un controvalore di 23,6 miliardi, ma solo 3,6 attribuibili alle surroghe.
A nulla sono servite le multe inflitte dall’Antitrust durante il 2008: 10 milioni di euro a 23 istituti bancari colpevoli di aver messo in atto «pratiche commerciali scorrette» nell’ambito della portabilità dei mutui casa.
Oggi il Dl 78/09, così come modificato dalla legge 102/09, ha di fatto aggiornato le disposizioni sanzionatorie. A partire dal 5 agosto scorso, data di entrata in vigore della disposizione, è previsto l’obbligo per la banca surrogata di risarcire il cliente in caso di ritardato perfezionamento della surrogazione richiesta.

venerdì 3 luglio 2009

Economist: "Il vero scandalo?Berlusconi che nega la crisi"

Il settimanale economico internazionale: "Tappa la bocca a chi critica"

Time: "La politica italiana sempre più reality show" e il Cavaliere ne è "il produttore"

dal corrispondente di Repubblica ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all'Aquila, ha "tanti luridi scandali" domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell'Italia. Così scrive l'Economist in un ampio servizio dedicato a Silvio Berlusconi nel numero oggi in edicola. Il settimanale concentra l'attenzione su un aspetto singolare del vertice: vedendo i danni causati dal terremoto all'Aquila, i leader del G8 potrebbero pensare che anche le loro economie sono state scosse fino alle fondamenta dalla recessione globale. Ma uno di essi non lo pensa: "Il primo ministro italiano insiste che la recessione, nel suo paese, non sarà severa né prolungata come altrove". L'Economist osserva che, a prima vista, ciò può apparire veritiero. Il sistema bancario italiano, avendo vissuto isolato e protetto dal resto del mondo, non ha sofferto i disastri di banche americane o britanniche. E un'economia fatta di tante piccole industrie non porta la crisi in prima pagina come fa, negli Usa, il collasso di un gigante quale la General Motors. Ma l'autorevole periodico (un milione e mezzo di copie di tiratura, vendute in tutto il mondo, la maggior parte fuori dal Regno Unito, il che gli dà il titolo di primo vero giornale globale) nota i fattori negativi della nostra economia: la dipendenza dalla esportazioni, l'enorme debito pubblico, la mancanza di riforme per liberalizzare il mondo del lavoro e riformare il sistema pensionistico. L'Economist elenca le previsioni allarmistiche sul futuro dell'Italia fatte negli ultimi tempi da organismi internazionali e dalla stessa Banca d'Italia, sottolineando che Berlusconi ha reagito a questi dati arrabbiandosi, affermando che bisogna "chiudere la bocca a chi parla di crisi", e suggerendo alle aziende di non fare pubblicità sui giornali che spargono pessimismo.
Conclude il settimanale: "Avendo già incrinato la propria credibilità con la sua vita privata, rifiutando di mantenere l'impegno di spiegare in parlamento la sua relazione con un'aspirante modella 18enne, e ritorvandosi ora a dover rispondere a un mucchio di storie su call-girl intrattenute nella sua residenza di Roma, il premier non può permettere che le sue affermazioni sulla salute dell'economia siano contraddette da prove lampanti davanti agli occhi e alle orecchie degli elettori". Di Berlusconi si occupa anche l'americano Time. Ospitando il G8 all'Aquila, il premier italiano sperava di attirare attenzioni positive su di sé e sul suo paese, scrive il settimanale, ma invece "sono le storie sulle feste del premier che catturano l'immaginazione". Time ricostruisce i vari scandali da Noemi a Patrizia D'Addario, riferendo dell'inchiesta dei pm pugliesi e notando che Berlusconi liquida tutte le polemiche come "spazzatura" e pettegolezzi. "E' possibile, se le indagini sulla prostituzione porteranno a conclusioni imbarazzanti, che Berlusconi debba dimettersi, aprendo la strada a un governo a interim guidato da qualcuno come il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi o il ministro dell'Economia Giulio Tremonti", afferma Time. Ma aggiunge anche che è presto per dare Berlusconi per spacciato: la politica italiana sembra sempre di più un reality show, "e Berlusconi non soltanto è il campione in carica dei reality show, ne è anche il produttore esecutivo".
(3 luglio 2009)

martedì 28 aprile 2009

Veronica Lario : "Il divertimento dell'imperatore"


pubblicato il 28 aprile 2009 su






Veronica Lario: "Le veline candidate?"Ciarpame senza pudore per il potere"

Il vaso si è colmato di nuovo e Veronica Lario esplode come già fece alla fine di gennaio di due anni fa con la famosa lettera a Repubblica. Questa volta, la moglie del premier attacca sull'uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail - in risposta ad alcune domande poste dall'Ansa sul dibattito aperto dall'articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo - il suo stato d'animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. "Voglio che sia chiaro - spiega - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire". Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: "Per fortuna da tempo c'è un futuro al femminile sia nell'imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C'è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile". "In Italia - aggiunge la moglie del presidente del Consiglio - la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti".
"Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere"
. La signora Berlusconi prende anche l'iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d'una ragazza di 18 anni: "Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato". Berlusconi: "Candidature inventate". E proprio poche ore prima, lo stesso premier era intervenuto da Varsavia sul tema sollevato da "Fare Futuro". Berlusconi definisce "deludenti" le polemiche sulle "soubrette" nelle liste del Pdl: "Le candidature che ho letto sui giornali sono quasi tutte inventate. E' veramente assurdo - continua - che se una persona ha una o due lauree e conosce due o tre lingue, per il solo motivo che sia stato in tv o abbia fatto cose nell'informazione o nello spettacolo sia da considerarsi preclusa per quanto riguarda la politica". Il premier si lamenta delle critiche: "Si dice sempre che si vuole il 50 per cento di donne. Poi quando vai a prendere candidate, che non ho scelto io, e che vengono a fare un corso, per il semplice motivo che hanno un aspetto gradevole si polemizza. È Una delusione totale. Escludo comunque che ci sia qualche candidata che non sia stata attiva in An o in Forza Italia". Berlusconi 'sponsorizza' però uno dei nomi usciti sulla stampa. "Sono supporter di Lara Comi, è bravissima". Non sapeva ancora che Veronica Lario era pronta a lanciare il suo secondo grande attacco.